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Come migliorare l'illuminazione naturale

Il comfort visivo è un fattore estremamente importante per la buona riuscita di un progetto.

In un mio precedente post ho affrontato l’argomento in relazione all’illuminazione artificiale degli ambienti, evidenziando come una buona progettazione illuminotecnica influenzi positivamente le prestazioni lavorative, la salute, la sicurezza, e, non ultimo, l’umore.

Tuttavia non sempre viene data la giusta considerazione all’illuminazione biologica che, al pari della luce artificiale, gioca un ruolo determinante sullo stato d’animo e, in generale, sul benessere dell’essere umano e del sistema circadiano.

La luce naturale possiede una qualità unica: il suo rendimento nella percezione del colore è più elevato rispetto alle fonti di luce artificiali. Inoltre, la radiazione visibile proveniente dal Sole e dal cielo aggiunge una naturale dinamica alle condizioni d’illuminazione di un ambiente, attraverso le variazioni temporali di colore, difficilmente replicabile con un’illuminazione artificiale.

 

Troppo spesso nella riprogettazione delle nostre abitazioni il tema della luce naturale è limitato all’applicazione della nota regola di “1/8 della superficie”, certi di aver ottemperato a quanto richiesto dalle normative comunali. Ma, limitandosi a questa regola, si trascurano altri fattori, quali la conformazione dell’edificio, la sua esposizione, il contributo della luce riflessa in relazione ai materiali e alle finiture delle superfici, la tipologia degli infissi, la presenza di edifici confinanti e di ostacoli che ostruiscono le superfici vetrate.

È opportuno osservare che, quando si parla d’illuminazione naturale, per sorgente luminosa primaria s’intende la volta celeste e non certo il sole, alle cui radiazioni dirette si cerca in genere di precludere l’accesso agli ambienti.

Sebbene parlando d’illuminazione naturale venga spontaneo riferirsi al cielo sereno, la disponibilità di luce naturale avviene anche con il cielo nella condizione di uniforme nuvolosità. In quest’ultimo caso la percezione di luce nell’ambiente risulterà pressoché uniforme nell’arco della giornata (caso tipico di ambienti esposti a nord).

L’illuminamento naturale presenta delle problematiche molto complesse. In primo luogo, la disponibilità di luce naturale, a differenza di quella artificiale, non può essere controllata e fissata dal progettista: la sua distribuzione e la sua intensità sono funzioni della stagione e della latitudine considerate ed è inoltre necessario tener conto delle caratteristiche architettoniche della struttura, del suo orientamento e di tutto ciò che la circonda.

Una buona progettazione dell’illuminamento naturale deriva dalla sapiente combinazione di luce diretta (flusso di luce proveniente dalle sorgenti primarie esterne, quali la volta celeste, il sole, i diversi elementi del paesaggio urbano prospiciente la finestra) e luce indiretta (flusso di luce che raggiunge i diversi punti dello spazio, dopo le diverse riflessioni interne sugli elementi che costituiscono l’involucro edilizio, quali pareti, soffitto, pavimento, elementi di arredo).

Evidentemente, in una nuova edificazione il controllo del comfort visivo va di pari passo con lo sviluppo del progetto architettonico. Ma cosa fare quando dobbiamo intervenire su locali e abitazioni esistenti, magari poste al piano terra, con un’esposizione cardinale non proprio ottimale?

In tutte le situazioni poco felici spesso la soluzione più ovvia sembra l’uso di fonti di illuminazione artificiale, anche di giorno, con conseguenti sprechi energetici ed economici e condizioni di stress visivo.

Spesso dimentichiamo che la luce naturale è una risorsa gratuita e a disposizione di tutti; dovremmo solo avere le capacità di saperne cogliere i vantaggi per un suo corretto utilizzo.

Se non possiamo ricorrere a tecniche costruttive specifiche per migliorare l’impiego diretto e indiretto di luce biologica - mi riferisco a interventi di top lighting con l’apertura a finestrature sul soffitto o all’impiego di appositi condotti per diffondere la radiazione solare (tubi solari) - possiamo però attivarci per mettere in pratica semplici accorgimenti per potenziare in maniera significativa il contributo della luce naturale:

  • ove è possibile, favorite l'accesso della luce e del riverbero, usando una pavimentazione adatta, come un parquet nei toni naturali o un marmo di colore chiaro, soprattutto in prossimità di aperture finestrate,

  • preferite tappeti dai colori chiari, come pure mobili e complementi di arredo, meglio se con finitura lucida,

  • evitate di posizionare arredi ingombranti sotto le finestre o davanti alle aperture dei balconi, perché la presenza di un divano o di un mobile, soprattutto se di colore scuro, impedisce alla luce di riflettersi sulle pareti e nel resto dell’ambiente,

  • introdurre degli specchi in posizioni strategiche della stanza amplifica notevolmente il riflesso della luce,

  • un’attenzione particolare va posta anche nella scelta delle tende, evitando tessuti troppo spessi che non lasciano filtrare la luce naturale,

  • fate attenzione agli elementi colorati presenti all’esterno di finestre e balconi; scegliete colori tenui e chiari per le pareti che danno sul giardino o quelle del parapetto del terrazzo o dei muri esterni vicini alle finestre,

  • fiori e piante rampicanti presenti sul balcone o in giardino devono essere posizionati in modo da non frapporsi fra le parti vetrate e la porzione di volta celeste visibile. Naturalmente anche le potature vanno regolarmente eseguite,

  • infine…tenete i vetri puliti! Il pulviscolo che si forma sui vetri funge da filtro alla luce naturale diminuendone l’efficacia, analogamente a quanto succede per le lampadine ricoperte di polvere.

 

Esempi e curiosità: